Pubblicato da: fabioletterario | 04/02/2006

Nuova lingua

Ascolto il nuovo cd di Enya, in cui la sua collaboratrice ha inventato il Loxiano, una nuova lingua, a suo dire. Rifletto sul fatto che oggi come oggi una nuova lingua forse ha poco senso. Infatti, non sappiamo neppure quante siano realmente le lingue del mondo (6 mila? 12 mila? Chissà!), e tentiamo di inventarne delle nuove.

Forse può rappresentare un bel gioco, ma nulla di più. Nel caso del loxiano, ad esempio, ricorda troppo il gaelico, per lo meno nelle sonorità. E allora, che senso ha inventare un nuovo condice linguistico, quando il panorama internazionale ne è dotato per natura?

Sarò forse tradizionalista, ma proprio non mi dicono nulla queste sperimentazioni. Le trovo frivole. Avrei apprezzato una rievocazione di lingue antiche, come nel caso del greco o del latino, solo per citarne un paio. Ma il loxiano, chi diavolo lo studierà mai? E: ci sarà qualcuno che si appassionerà ad esso, o piuttosto rimarrà una di quelle lingue puramente accessorie, frutto di giochi letterari, come accadde con l’elfico?


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