Pubblicato da: fabioletterario | 31/01/2006

Non c’è verso

Sono due le cose per cui non c’è verso. Sono appena rientrato dalle due ore di latino e sono a pezzi. Mi sono persino addormentato in treno, mentre coprivo un tragitto di soli 35 chilometri. Non voglio misurare la febbre. E mi sono stufato di ingoiare pasticche e pillole varie. Non ottengo alcun miglioramento, neppure un minimo giovamento! Male alla gola, male al collo, mal di testa. Mi sembra che un battaglione mi sia passato sopra con i suoi stivali.

L’altra cosa è che al corso di latino ci trattano come bambini scemi. Io magari un po’ lo sono anche, ma non mi va mica che mi si dica: "E quindi quante sono le declinazioni in tutto? Sono cinq… Sono cinq…" Ia guardo ad occhi sbarrati, inorridito da tanto strazio. L’insegnante conclude illumimandosi al mio cenno di sì col capo (che non vuol dire nulla), poi esclama soddisfatta: "Sono cinQUE!"

Io questo non lo faccio neppure con i miei alunni!


Responses

  1. E vorrei vedere. Se ti ci attentassi chissà cosa ti farebbero passare per un trattamento del genere. Ma tu, come hai detto qualche post fa, non riesci a dire di no e quindi lasci che contnuino a trattarti così.
    Casi della vita…


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