Pubblicato da: fabioletterario | 25/01/2006

Nota

Oggi ho assegnato una nota ad un mio alunno. Non che non se la meritasse, ma è scoppiato in lacrime e forti singhiozzi, tanto che mi sono alquanto spaventato. Quasi non riusciva a respirare, e ho pertanto dovuto mandarlo in bagno a bere un po’ d’acqua e a cercare di riprendersi.

Non credo che nessun mio professore si sarebbe commosso, ma non mi è passato nemmeno per un secondo per il cervello l’idea di cancellarla, malgrado la forte contrizione nella quale vedevo che si consumava. Forse sono stato troppo duro?

Non so. Ma penso che tuttavia anche la responsabilità sia parte integrante dell’azione didattica ed educativa: mia e degli alunni.


Responses

  1. Non sei stato troppo duro se lui se l’è meritata.
    Forse la reazione è dovuta al fatto che in te vedeva un professore sui generis, di quelli bravi e preparati, ma non troppo severi, per lo meno non in maniera tradizionale.
    Oppure tu non c’entri per nulla e il problema è che magari ha paura delle conseguenze a casa.
    Se se l’è meritata, hai fatto bene, la prossima volta sarà di certo più rispettoso e responsabile.
    P.S. che fine ha fatto pittrice?

  2. Ciao Ale: mi chiedevo che fine avessi fatto anche tu… Pittrice non scrive più da un paio di giorni… Ci saremo finalmente sbarazzati di lei? 😉

  3. Io ti leggo sempre solo che ho scritto anche un po’ per conto mio e ieri ero in trasferata così ho latitato un po’ nei commenti.
    Non credo sia così facile leberarci di lei. Forse è solo ammalata.
    Vedremo…

  4. Più che chiedersi se hai fatto bene o male, credo ci sia da chiedersi cosa serve a questo specifico ragazzo per sviluppare le sue forze correttamente.
    Per imparare a cogliere correttamente ciò che ancora non sa cogliere della realtà in cui agisce.
    Per sviluppare la capacità di gestire i fallimenti e le frustrazioni senza farsene schiacciare e senza cancellarle dalla propria realtà.
    Se puoi dare risposta ad alcune di queste, o altre domande in questa direzione, allora trovi le indicazioni per valutare la correttezza del tuo comportamento.
    In questa ottica, lo stesso comportamento può essere corretto o scorretto a seconda della persona cui è indirizzato.
    Chi è debole e si chiude nella disperazione del rifiuto da parte dell’insegnante, va perdonato.
    Chi è forte ma incapace di percepire gli effetti delle sue azioni nell’ambiente in cui vive, va punito…
    L’azione educativa non è una teoria rigida fatta di principi, ma una realtà che si inserisce in una complessità di elementi in continuo movimento, per dare loro la possibilità di evolvere e svilupparsi, nei momenti in cui si ingarbugliano e si impantanano.
    Spero di non “suonare” saccente, perchè nel porsi queste domande, l’unico sentimento adeguato è una grandissima umiltà e la coscienza di non essere mai adeguati a fare la cosa “giusta”, ma sforzarsi nel proprio piccolo di fare il meglio che siè capaci di fare.
    Buon lavoro e complimenti!
    (come è andata la lezione su EROS?)

  5. Anke N. ha fatto la stessa cosa in prima media con la prof Scalzo…lei però alla fine non gliel’ha messa! Comunque secondo me ha fatto bene a dargliela la nota, se si è comportato male!!! Si vede che se la meritava!!!

  6. PER LAURA:
    La lezione sull’eros è andata benissimo, perchè oltre ad esserci divertiti, abbiamo trattato degli argomenti molto interessanti.
    Tutto questo l’abbiamo fatto parlando della sensualità, di D’Annunzio e ascoltando delle canzoni che richiamavano la pioggia(elemento che “porta” sentimenti). Abbiamo parlato di molte cose interessanti, che ti ho detto io, proprio perchè sono un’alunna di Fabioletterario, ed ho assistito alla lezione!
    Ciao ciao…
    L’indiana!:-)

  7. Mamma mia, indiana, avanti così e mi faranno santo o mi daranno il premio come prof dell’anno! Tzè!

  8. A mio parere ha fatto bene, perchè di certo se la sarà meritata. Comunque credo che gli alunni facciano sempre così: o perchè hanno paura per le conseguenze una volta a casa, o perchè sperano che così facendo l’insegnante si commuova e gli risparmi la nota e, di conseguenza, la ramanzina dei genitori! Io non so cosa passasse per la testa di quell’alunno, e quindi non lo posso giudicare per il suo comportamento. Ma una cosa è certa: se ha deciso di mettergli una nota, immagino se la meritasse!
    Senza ripetere ciò che ha già scritto l’indiana, dico solo che anche a me è piaciuta molto la lezione di oggi: probabilmente perchè non era una di quelle solite lezioni tradizionali in cui parlano solo i proff e gli alunni si limitano ad ascoltare e a memorizzare la lezione appena affrontata. Nelle lezioni come quella di oggi, invece, l’insegnante cerca di far parlare noi, e di farci ragionare sugli argomenti che stiamo trattando. Se non si fosse ancora capito, anch’io sono un’alunna di fabioletterario! 🙂

  9. Ma va? Su, facciamo anche una bella petizione per la mia santificazione adesso! Mamam mia!!

  10. Probabilmente se diciamo queste cose, significa che non sono DEL TUTTO false… non crede?!

  11. Scusa, Fabio, se commento di nuovo un post vecchio ma questa cosa della reazione spropositata alla nota mi interessa. L’ha avuta anche mio figlio con una nota della professoressa di inglese e le insegnanti (che sono probabilmente abituate a reazioni di diverso tenore) ci hanno chiesto se io e mio marito non fossimo troppo severi. E’ difficile che i ragazzi abbiano paura delle conseguenze a casa. In realta’ la conseguenza a cui andava incontro era un giorno senza videogiochi. Siamo troppo severi?


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