Pubblicato da: fabioletterario | 22/01/2006

I segreti di Brokeback mountain

Ieri sera, al cinema, ho visto "I segreti di Brokeback mountain", di Ang Lee, e ne sono rimasto sconvolto. Credevo di trovarmi di fronte all’ennesimo film scandalo, quelli che fanno tanto parlare senza dare niente, e per questo motivo storcevo il naso ad andare a vederlo; mi aspettavo i cowboy gay, come per lungo tempo ha rimbombato la critica, magari con qualche caricatura negativa o quantomeno da commediola. Invece, no. Sbagliavo. Infatti, basta dire che non sono riuscito, anche per questo, a dormire tutta la notte. Ero uscito dicendo che tutto sommato non mi aveva particolarmente colpito, ma in realtà evidentemente dovevo rielaborare il tutto, e alla fine la rielaborazione è arrivata nell’inconscio della notte.

Bravi gli attori (perfino troppo), in entrambi i ruoli, e poi credibili. Forse è proprio questo che mi ha sconvolto. Talmente bravi da ritrarre due caratteri ben definiti e a tutto tondo, senza timori di sorta né tentennamenti. Talmente bravi da provocarmi un buco nel cuore, per quanto accade, per le modalità, per la storia in sé, che pare sia stata ispirata da un fatto di cronaca reale. E belli anche i paesaggi, le montagne, che a parer mio rappresentano la purezza della natura di fronte all’uomo, che la interpreta e la vive.

Non ho pianto, questo no; sebbene la storia ne dia ampiamente motivo. Ma sono un po’ rattristato; anzi, a dirla tutta, veramente molto, in quanto si tratta di una storia d’amore che alla fine distrugge entrambi i protagonisti. L’uno, che difficilmente riesce a dimostrare affetto, benché lo desideri; l’altro, bisognoso di affetto e di contatto umano. Il primo sconvolto dalla propria diversità, il secondo invece l’accetta e dunque chiede di viverla in modo più o meno aperto. Entrambi, alla ricerca di comunicazione, di contatto, di amore.

Il tempo trascorre, inesorabile. Tra i ricordi, i tradimenti, la doppia vita consumata in famiglia, finché qualcosa scoppia. Finché l’amore non basta più. Finché chi soffre non se la sente più di aspettare e chi invece aspetta non capisce che sta perdendo qualcosa di importante. E quando questo succede, come sempre, è troppo tardi.

La prima del film ora mi sono lamentato sostanzialmente per tutto il tempo: lo trovavo molto monotono ed eccessivamente lungo. Quasi ero infastidito dalle scene di sesso, che scandiscono il primo tempo, benché queste siano tutt’altro che volgari. In realtà, il tutto era propedeutico al consumarsi del dramma. Jake Gyllenhaal ha la capacità di disarmare, di far implodere lo spettatore nel suo vissuto sentimentale: chi di noi non ha mai chiesto al partner di più? E Heath Ledger pone di fronte alle difficoltà che almeno una volta abbiamo sperimentato: quella di porre l’amore prima di tutto, anche delle nostre limitazioni.

Non è un film sull’omosessualità. Né sulla diversità. E’ un film sui bisogni primordiali del singolo, nel bene e nel male. E’ per questo che sono senza parole.   


Responses

  1. caspita, che bel commento! Dunque, dopo il Leone d’Oro e il Golden Globe non sarebbe fuori luogo anche l’Oscar, mi par di capire…

  2. Forse il commento più bello e centrato che abbia letto o sentito su Brokeback!Questo film è davvero sconvolgente, e non è una questione di oscar,globe o qualsiasi altro premio attribuibile ad una pellicola, ma della storia che racconta che non è di uomini o di donne ma solo di persone.Per la prima volta ho trovato in un film una storia sincera senza colpi di scena,happy ending forzati o effetti speciali..e come hai detto bene,ma ha sconvolto,colpita e affondata,senza lacrime.

  3. Ti ringrazio, Auryn. E mi pare di capire che anche tu lo condividi. Io, ancora non mi sono ripreso…

  4. Post perfetto! Se ne hai voglia, dai un’occhiata anche a quello che ho inserito sul mio blog. Lo trovi nella lista dei film nella colonna oppure al link http://axonthenet.splinder.com/post/6918077

    Un film splendido, sempre e comunque.

  5. Bella recensione. Fino ad ora ho trovato poche persone che sono uscite dalla sala, dopo aver visto “Brokeback Mountain”, indifferenti. Un film struggente. Bel Blog, complimenti! Ale.


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