Pubblicato da: fabioletterario | 12/01/2006

Limiti

Non riesco a raccontare nulla, stasera. Sono troppo stanco.

Ho esagerato, questa settimana. Il mio problema è che non riesco a riconoscere – non voglio – di avere anche io dei limiti. Strutturali, culturali, biologici. Vorrei sapere, fare, realizzare, tutto. Ma non sono un robot, per mia fortuna e anche per mia disgrazia. E sto crollando un pezzetto al giorno. Spero di fermarmi prima di giungere alla autodistruzione.

Mi ero infatti ripromesso di recensire un libro che ho letto, di raccontare un episodio che mi è capitato, e di fare dell’altro. Invece, purtroppo, non farò nulla di tutto questo. Per lo meno questa sera. Domani tra l’altro ho anche l’ultima lezione di tirocinio di latino, e non sono ancora riuscito a preparare le fotocopie del testo di petronio che darò da tradurre. Niente.

Non ci vedo praticamente più: gli occhi sono in fiamme, non ho neppure una goccia di collirio. Sono stanco, non ho neppure voglia di leggere, e questo è grave, per me.


Responses

  1. Se mi posso permettere avrei un consiglio: visto che usi sempre la testa (le mani ti ho sentito raccontare che le hai usate per produrre i quintali di tortellini che PdA promette come premio per i suoi giochi perversi sul “chi sono”) perchè non provi a trovarti un piccolo passatempo manuale che non implichi troppo l’uso della testa o, per lo meno, che lo implichi in maniera differente nel senso di visualizzazione-azione escludento la fase cogitativa più pura. Tipo costruisci qualche cosa con il legno, dipingi, o cose del genere che così il tuo cervello si scarica e si ricarica.
    Secondo me ti farebbe bene.

  2. Alessandro, grazie, ma il problema è un altro. Il problema è non avere più tempo. Guarda oggi: è il mio giorno libero, e devo correre adesso a fare tirocinio. Poi i corsi pomeridiani di laboratorio, più il master, più la scuola di specializzazione. Ho ripreso da soli 5 giorni e mi pare di non aver mai fatto ferie…

  3. Allora ti suggerirei una bella tetra-clonazione stile “Mi sdoppio in 4”. Forse così dovrebbe andare e se sei fortunato di fanno pure fluorescente…
    Scherzo, va là, buona fortuna per i mille impegni.

  4. Quasi tutti noi siamo malati. Affetti dal morbo del “fare”. Corriamo come disperati (anche se stiamo fermi davanti a una tastiera e a un monitor), inseguiti dall’orologio che scandisce i ritmi. Ogni tanto SI DEVE voltarsi, guardare il tempo in faccia e dirgli: “Beh? Adesso mi prendo una bella pausa” Luciano / Il ringhio di Idefix

  5. Mi piacerebbe, Luciano, mi piacerebbe. Il punto è che quando lo faccio mi sento in colpa, e alla fine non mi godo nemmeno un secondo di quella pausa…


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