Pubblicato da: fabioletterario | 29/12/2005

Albina o il popolo dei cani

Albina o il popolo dei cani è uno degli ultimi testi di Alejandro Jodorowsky, autore sudamericano che la mia amica Antonella mi ha fatto scoprire un paio di anni fa nel suo testo più bello, Quando Teresa si arrabbiò con Dio. Me ne ero innamorato, forse in quanto mi ricordava da vicino il mito per eccellenza, Gabriel Garcia Marquez di Cent’anni di solitudine; oggi, invece, me ne sono disamorato. Appena terminato di leggere Albina, per la precisione, il giorno di Natale, mi sono chiesto quale fosse il senso di questo testo a metà tra il fumetto e il racconto porno-erotico, ma non sono ancora venuto a capo di questo. Un donnone dalle abilità ataviche e magico-misteriche si mischia sulla terra con una storpia che diventa la sua assurda guardia del corpo, ed un nano (che finirà per diventare cane), trasformandosi spesso e volentieri in cagna per copulare con un’orda di cani che le sta sempre alle calcagna per soddisfarsi animalescamente. Il tutto, condito con un pizzico di licantropia, una manciata di finto mistero inca o quant’altro, giusto per metterci dentro un misto di quello che oggi va per la maggiore.

Non ho ancora capito il senso della storia, e non penso che ne verrò mai a capo, visto la presa che ha avuto su di me. Tuttavia, di una cosa mi sono accorto: ovverosia, che Jodorowsky mi ha proprio stufato. E’ diventato come Coelho, i cui testi pseudo-new age hanno ammorbato l’aria. Di Jodorowsky, comunque, apprezzo l’abilità della scrittura, fluida e armoniosa, e l’ironia di quando affronta il realismo magico, mio pallino ormai da quasi sei anni. Anche quando parte con le sue tirate iniziatiche come il suo amico Coelho. Ma, per carità: penso che leggerò Il figlio del giovedì nero, che poi è la continuazione di Quando Teresa si arrabbiò con Dio, e niente più. Ritengo infatti che ci voglia onestà nella narrrzione, e quando si trasforma in un semplice mezzo per fare soldi, lascio volentieri la mano.


Responses

  1. Ho riceuto per Natale “quando Teresa s’arrabbiò con Dio” loleggerò credo nonsia male ,ma capisco i tuoi dubbi e capisco ancor più..il “lasciarsi andaere “,quando le tasche sono oramai piene…degli scritttori


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