Pubblicato da: fabioletterario | 27/12/2005

L’attesa

Il mio amico marckcuck mi avvisa che ad Udine nevica da questa mattina, e che è tutto bianco in giro. Che bella notizia e… Fortunato lui! I metereologi avevano annunciato qualcosa di simile anche qui da me, qualche giorno fa, ma sino ad ora non è comparso proprio nulla. Mi aspetto comunque di essere quanto prima sommerso a mia volta da una abbondante coltre bianca, che aspetto da tanto tempo e con la trepidazione di un bambino. E poi, della neve non se ne ha mai abbastanza.

L’attesa è lunga. Per questo ancor più bella. Diluiscie il tempo, che diventa liquido, infinito, etereo. Sogno di stare in casa a leggere uno di quei libri di storie antichi, di maghi e streghe, di cavalieri alla ricerca della salvezza, mentre fuori impazza una nevicata da sogno.

Mentre scrivo, mia mamma annuncia il primo fiocco solitario. Mi auguro che non sia l’unico, ed evito di correre alla finestra, perché tanto so che come sempre poi scompaiono. Il più bel regalo di Natale, sarebbe alzarmi domani e rirtovarmi impossibilitato ad uscire di casa…

Qualche minuto più tardi, i fiocchi di neve non sono più solo un paio, bensì parecchi. Non farò una telecronaca al rialzo: voglio raccontare il biancore immenso di domani.


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