Pubblicato da: fabioletterario | 18/12/2005

Ben Jelloun, Paola e i miei alunni

Ieri c’è stata la seconda parte della presentazione del testo "A occhi bassi", di Tahar Ben Jelloun, da parte dei miei alunni di terza. Ho già spiegato che si tratta di una scelta che ho fortemente voluto, tra i 5 testi scelti in parallelo con le altre classi terze (da leggersi nell’arco dell’anno). E, per la prima volta, si trovavano a leggere un testo di letteratura: un romanzo. Veramente, l’anno scorso avevamo letto "Dodici racconti raminghi" di Garcia Marquez, ma l’incontro con Ben Jelloun è sicuramente molto più soprendente di quanto accaduto con i racconti citati.

Una mia collega ha presenziato all’interrogazione/laboratorio di lettura, anche per rendersi conto di come interrogavo: sono infatti l’unico tra i docenti di lettere ad aver letto il testo e ad aver insistito perché venisse adottato in classe; era giusto che, in qualche modo, anche lei si calasse nella mia scelta, vivendola con la mia intensità (se possibile). Per questo ho accettato di buon grado la sua richiesta di presenziare: per due ore è intervenuta in lungo e in largo, e questo mi ha fatto piacere, poiché ci siamo misurati in un incotro a più voci, con al centro proprio coloro che presentavano. Pensavo che avrebbe potuto essere imbarazzanti, per me, per loro: in realtà, tutt’altro. E devo ringraziare Paola, la mia collega, di questo.

Sessualità è stata la parola chiave del confronto-dibattito. Paola si è ritrovata in difficoltà con alcuni genitori della sua classe, che non hanno consentito ai propri figli di leggere singole parti incriminate del testo (anche in Italia, vedete, si debbono tenere gli occhi bassi!), che narrano l’incontro di Fatima con una sua amica nella scoperta del reciproco corpo; la sessualità come fantasia di liberazione; il sesso bestiale tra un uomo ed un animale.

Temi forti, certo. Che devono fare riflettere sulla condizione dell’uomo, sulle sue fuorvianze, sulla realtà che ci circonda. Ma penso di aver preparato per tempo e mesi fa i miei alunni, tanto che le loro reazioni sono state aperte e corrette: quanto meno, analitiche. E la stessa Paola se n’è meravigliata. Io, un po’, me l’aspettavo. E sono stato contento di come hanno analizzato la complessità del testo. Ben Jelloun è tra i miei autori preferiti, anche in quanto marocchino, e ammetto che l’incontro con i suoi testi non è mai facile. Ma stavolta sono contento di come si è scesi in profondità, delle sfaccettature colte, della capacità di rapportarsi ad un testo di letteratura e non di narrativa per ragazzi. Bravi, ragazzi. Paola è stata soddisfatta, e non mi pare una che si accontenta di poco: come me. Forse, proprio per questo motivo, lavoriamo bene insieme.


Risposte

  1. e anche perchè entrambi intervallate le lezioni con azioni tipo il rubare le gomme (lei) o salire sulla cattedra (Paola).
    Un caso?Indagherogheroghero…Koala, a rapporto!

  2. Allora non siamo così male, eh?!?
    Che figura gli avrebbero fatto fare quelli del liceo??? non siamo meglio noi?Modestamente, we are the best!!!!!

  3. Ma chi è la persona dalla risata strana…cara Scartina?!?!?!?
    Non è mica tua mamma?! perchè se è così come soprannome dovrebbe avere BEFANA!!!
    Bye…

  4. Una figura migliore non poteva esserci, con i nostri stupendi e ottimi interventi!!!HI…Hi…Hi…


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