Pubblicato da: fabioletterario | 10/12/2005

Amos Oz e la fiaba

Mi sono cimentato nella fiaba – argomento sul quale, per altro, in più occasioni ho avuto modo di discutere e trattare in passato, in scuola di specializzazione -, in questi due giorni. Infatti, ho letto l’ultimo libro di Amos Oz, intitolato "D’un tratto nel folto del bosco". Seppur bello (anzi molto bello) nella sua copertina blu notte – ritrae un bosco blu in cui spicca un larice colorato virtualmente giallo -, il testo, tuttavia, non mi convince.

Si tratta di una favola bella e buona, molto più canonica di quanto mi aspettassi da Oz, di cui avevo letto un paio di altri testi, in passato. La fiaba si snocciola tra animali fuggiti dall’uomo per inseguire una sorta di pifferaio magico, e figure losche che abitano il bosco, ma non riesce a catturare la mia attenzione. Anzi, in più occasioni mi sono accorto di quanto distratto fossi nella lettura, tanto che di alcuni punti non ricordo assolutamente nulla. I protagonisti, Mati e Maya, sono a metà tra il classico bimbo spocchioso e Indiana Jones, e proprio per questo mi stavano particolarmente antipatici. Un’unica riflessione mi è rimasta: il potere dell’uomo sugli animali e quello degli animali sugli uomini. Entrambi hanno necessità dell’altro, quantomeno l’uomo. Ma quando entrano in gioco i sentimenti, spesso quest’ultimo è arido: preferisce infatti fare degli animali un elemento di sussistenza, niente di più. E’ incapace di ricambiare l’affetto.

Poca l’inventiva, scarsa la sostanza: a questo punto, Harry Potter è un prodotto migliore. O sono io che sono un po’ troppo esigente? Non so. Forse dipende dal destinatario dell’opera. Visto il contenuto, che è comunque strutturato in modo più o meno compatto, certamente la consiglierei ad un ragazzino; ma non ad un adulto. E allora si pone il solito problema: un testo di questa portata è pensato davvero per un bambino o, come invece io credo, per un adulto? Oppure Oz ci ha solamente provato?


Responses

  1. Mah…mi duole il cuore a dirlo, ma anche a me questo libro di Oz non è piaciuto. Eppure trovo che lui sia uno dei migliori scrittori di questi anni, dalle bellissime lezioni CONTRO IL FANATISMO alla SCATOLA NERA e via citando, senza dimenticare il suo appassionato impegno per la pace tra israeliani e palestinesi. Questa fiaba invece m’è sembrata fuori registro: troppo tortuosa per piacere ai piccoli, troppo rarefatta per piacere ai grandi: troppo incerta per piacere ad entrambi. Insomma, una delusione. Per risollevarmi dalla quale ho riletto CONTRO IL FANATISMO e il romanzo per ragazzi UNA PANTERA IN CANTINA (quello sì riuscito ed affascinante).
    Un saluto da Luciano 7 Il ringhio di Idefix


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