Pubblicato da: fabioletterario | 05/12/2005

Didattica della parolaccia

Sono alquanto deluso. Anzi, decisamente mortificato. Oggi, una mia collega mi ha duramente avversato in quanto uso la didattica del turpiloquio in classe. Ma quello che più mi dà fastidio è che non mi ha lasciato spiegare, e per partito preso mi ha detto che mi contesta. Solo perché mi ha sentito dire ad un mio alunno (il quale per altro non ha avanzato alcuna protesta) che "Se rompe le palle" lo sposto nuovamente in fondo alla classe. Senza sapere che quell’aunno ha avuto in più occasioni, con me, momenti di riflessioni, momenti di lacrime ma anche di confidenza, condivisi con nessun altro; che esiste un filo che conosciamo solo lui ed io; che solo noi sappiamo i limiti e le potenzialità reciproche. E non è possibile intervenire in un frangente come questo, senza conoscere il pregresso: non ha senso. Questo proprio non mi sta bene. Per niente.

E’ vero, in classe ogni tanto uso la parolaccia. Ho detto parolaccia, non certo bestemmie. Ma ha una motivazione, sempre, e non rappresenta un diversivo, bensì un modo per stare sul piano dei miei alunni. I quali ne dicono eccome e, con un momento di turpiloquio, recepiscono un messaggio forte, che altrimenti non potrebbe avere senso ed essere accolto come tale. Non è una stupidata. E non sto nemmeno giustificando una didattica sboccata, tutt’altro. E’ quantomai difficile da spiegare, per chi non mi conosce e per quelli che non conoscono le problematiche dell’insegnamento, tuttavia so che i miei alunni l’hanno capito. Anche perché ne abbiamo parlato spesso e in milioni di occasioni, e siamo arrivati alla comprensione perfetta di quanto porto avanti: questo, perché me lo hanno detto loro, e me lo hanno anche dimostrato. Non per niente, con me non si permettono atteggiamenti che con altri invece mantengono, e manifestano liberamente apprezzamento o censura per ciò che a loro piace/non piace.

Usare espressioni quali: "Non rompete le palle", oppure "Se non la finisci ti do un calcio nel culo", non rappresentano, a mio avviso, pericoli di sorta. E neppure istigazioni a ripetere l’espressione in questione, in quanto sanno bene che se li sento sono il primo ad intervenire. Gli alunni sanno che io le uso e in quale contesto. Questo permette di incidere nella loro psicologia con una terminologia che ha un effetto immediato, e, soprattutto, non mediato. Non vi sono intenti offensivi o volgari. C’è invece la consapevolezza che la parolaccia ha un senso e non è buttata lì a caso per fare figura; e, soprattutto, viene utilizzata in quel preciso momento, né prima né dopo. No. Questo no.

Non sarà allora che gli alunni sono spesso più lungimiranti di alcuni adulti?


Responses

  1. Noi alle sue parolacce non ci scandalizziamo di certo!!!
    Forse la professoressa ha reagito così perchè non ha la minima idea di che atmosfera stupenda si formi nella classe quando iniziano le sue lezioni…non è abituata all’uso di queste parole,in questi momenti e ha reagito così di primo impatto!!hi..hi..hi

  2. Sì Criki, però forse dovresti spiegare meglio quando parli di parolacce. Quali uso, ad esempio, e in che contesto; e, infine, come sono venute fuori e perché. Magari una voce diversa dalla mia lascia capire più cose.

  3. forse si, una voce diversa rende meglio l’idea…

  4. Ok…spiego…
    il mio prof,usa delle parole(torpiloquio)per imprimere meglio termini nella nostra mente,che dette in altri modi non attirerebbero l’attenzione minima dei compagni seduti sui banchi stufi e anoiati dalle ore precedenti!!!Facendo così, poi, la mette sul ridere e fà diventare la lezione meno pesante…;ad esempio oggi in classe che ha detto”se rompi la palle”era un modo per far capire al mio compagno chi comanda, e chi decide!!!Non è poi che usa spessisimo questi termini, quando capita, lì usa in contesto di insegnamento!!!
    Li usa veramente solo per insegnare non come facciamo noi al giorno d’oggi che usiamo termini volgari solo per far finta di essere più grandi e più fighetti… capito?

  5. Ah…dimenticavo…
    alcune volte, le dice anche perchè lo facciamo veramen te incavolare di brutto!!!Ma di brutto brutto brutto

  6. Brava Criki. E quando mi incavolo, per esempio? Quando fate tanti errori di grammatica ed ortografia, come in questi tuoi commenti? 😉

  7. Ho capito(credo).
    Ad ogni modo, l’importante è sempre saper discernere sempre il TURPILOQUIO a fin di bene e quello per sentirsi “fighetti” 🙂
    Un bacio,
    PdA

  8. non criticare criki. scrive benissimo e tu sei fuori servizio. Il suo è un italiano vivo

  9. Grazie mille marckuck!Ho trovato il mio avviocato!!

  10. OOOOOOOO…MI SCUSI…CHE ORRORE CHE HO FATTO…..!!!

  11. Prof, per me le parolacce, come il parlare di sesso non devono scandalizzare, oltre ke per i motivi già elencati da cri, perkè ne parliamo, spesso in maniera anke più volgare tra di noi.
    E se vederle in bocca ad 1 adulto ci scandalizza, siamo più kiusi di PdA, ke tra l’altro pensavo di mentalità più aperta.

  12. Ma caro Arjwn zbdl,sappi che PdA non è di mentalità aperta,anzi è più chiusa di qualsiasi altra ragazza della sua età:peccato per lei e pazienza per noi.
    Fabioletterario,i miei complimenti:il tuo blog è un pozzo di idee fan-ta-sti-che!E i commenti pure!Era ora,PdA impara…

  13. Ommiodio. Ma chi è adesso questo ciupi? Pittrice penserà che mi autoscrivo queste cose e che ce l’ho con lei! :-((

  14. Ma no Fabio,PdA mi conosce già direi piuttosto bene (nel bene e nel male,lei dirà “nel male”)e comunque non posso forse esprimerti i complimenti quando ti leggo e trovo interessante ciò che hai da dire tu ed anche chi ti commenta?Beh,io leggo e intanto ti dico anche ciao alla prossima
    P.S.:ho saputo che miss Ciccone pratica Power Yoga da anni,me lo raccontano i miei colleghi insegnanti di yoga (perchè alla fine ci conosciamo tutti in tutte le varie palestre);ecco perchè ogni tanto infila un testo in sanscrito…ri-ciao

  15. A questo punto, voglio anche io un conrso di power yoga!

  16. Oh ma ragazzi, però certe volte fate tutto voi eh??
    Non mi sembra di essermi espressa in nessun modo sull’uso di “parolacce” da parte di un adulto, in questo caso educatore.

    Mi mettete in bocca delle cose che non ho detto.
    Adesso basta eh….

  17. Caro Fabio, quello che scrivi è proprio quello che cerco di far capire ai miei figli. E’ inutile secondo me predicare che le parolacce non si debbano dire mai. Non saremmo credibili visto che in TV ahimè sono all’ordine del giorno. Cerco loro di far capire che bisogna abituarsi a non dirle. Poi, in un preciso contesto, per uno scopo ben determinato come dici tu, la parolaccia ci sta. Serve a sottolineare uno stato d’animo, serve a far capire che siamo veramente arrabbiati, ecc.


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