Pubblicato da: fabioletterario | 26/11/2005

Gli incontri

Penso ad una frase che Guesch Patti ha scritto in un suo album di 10 anni fa. Non so se e la ricordate: è un’artista francese che divenne celebre cantando "Etienne", nel 1987. Purtroppo, è quasi scomparsa dalla scena, ormai complice anche l’età non giovanissima, ma i suoi album in realtà sono davvero piccoli lavori di sartoria, raffinati e ben costruiti.

La frase che mi torna in mente, dice: "Gli incontri non sono mai dei casi".

Richiama certamente le massime sul viaggio, di Lau Tzù, e presuppone una sorta di piano divino per ognuno di noi. Non so se credo in questo: sono più legato ad una concezione costruttiva ed indipendente, della nostra vita; però, in una certa percentuale credo nel caso, quello che i latini chiamavano Fortuna, intesa come elemento improvviso ma anche determinante per lo sviluppo di alcuni fatti. L’incontro è comunque arricchente, positivo o negativo che sia. Certo, preferisco un incontro positivo, ma il conflitto mi stimola a trovare soluzioni nuove, specie di carattere momentaneo.


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