Pubblicato da: fabioletterario | 24/11/2005

Senza parole

Il valzer che ieri, senza saperlo, PittriceDiAnime ha innescato è incredibile. Oserei dire: è tutto merito/colpa sua. Per puro gioco ho scritto la lettera ai miei alunni, e certo non mi aspettavo nulla se non comunicare loro le mie sensazioni. Vere, per altro, non finte come qualcuno pensa. Già, perché nella realtà sono proprio così: non sono costruito a puntino per diventare una blostar. Anzi: lascio questa vetta da raggiungere ad altri.

La lettera parlava di me. Cosa che, per altro, faccio spesso in tono confidenziale, o per iscritto nei loro diari personali, quando me lo chiedono. Invece, cara Pittrice, grazie a te è scoppiato il finimondo. Un finimondo positivo, ovviamente. Stamattina, entro in classe e TUTTI avevano letto la mia lettera sul blog: avevo visto un paio di commmenti, ieri sera, ma non sapevo che quelli che l’avevano letta erano molti di più. In mancanza, si erano fotocopiati il tutto e dunque ognuno ne conosceva il contenuto. Mi aspettano sulla porta. Complimenti a destra e a manca, cerco di entrare e di cominciare la mia lezione di storia ma non c’è verso: devono parlare della lettera, tutti. Ognuno ha qualcosa a dire. "Prof, la lettera è bellissima"; un altro: "Io non saprei scrivere cose così"; un altro ancora: "Io non ho mai ricevuto una lettera".

Li guardo, guardo le loro espressioni: sono sinceri. Faccio notare che sono tutte cose che ho sempre detto loro in modo manifesto e senza troppi giri di parole. Loro assentono, ci pensano: ma la frase che più mi ha colpisce è: "Sì, ma vederle scritte è un’altra cosa." Non so cos’altro rispondere. Vedere una lettera è molto diverso dal parlare. Insomma, lo scritto si rafforza come veicolo potente di comunicazione. Io però non ho parole.

Poi, si parla della lettera di PittriceDiAnime, quella che – se mi permette – vorrei trasformare in un post intero. La leggo io, in videoproiezione, perché ho chiesto l’aula di informatica e dunque è proiettata sullo schermo affinché sia visibile. Comincio a leggere: i ragazzi stanno zitti, non vola una mosca. E’ talmente perfetta, che a metà mi viene un groppo in gola, ma resisto. Poi, la classica domanda: ragazzi, avete qualcosa a commentare? Risposta: "Prof: non c’è nulla da dire. Non si può commentare. Non ci sono parole."

E hanno ragione.


Responses

  1. Che nostalgia della scuola.

  2. Sorrido, riconoscente e felice che il caso, o la fortuna, mi abbiano fatto imbattere in un blog così pieno di vita.
    E non voglio essere patetica, sono solo sincera.
    Grazie a te, ai tuoi ragazzi e alla voglia di fare che c’è ancora in giro.
    E’ una bella carica di energia..

  3. Complimenti “PittriceDiAnime” il tuo blog ha colpito in pieno tutti!!!I tuoi sentimenti sono sinceri,hai cercato di trasformarli in lettera e questi hanno preso il volo verso tua madre…

  4. :*
    bacio

  5. Wow! tanti complimenti per la tua lettera. Come dovresti aver capito siamo 1 classe che non sta zitta 1 secondo, ma quando il prof pronunciava una dopo l’altra le parole fino a formare quei bellissimi pensieri, non volava 1 mosca in tutta l’aula d’informatica!Era 1 lettera molto profonda, e aveva l’animo di 1 poesia, una di quelle poesie che ti fanno riflettere. Grazie per la lezione di vita e ancora complimenti!
    P.S.scusi prof se usiamo il suo blog per scrivere alla nostra pittrice ma meritava!

  6. Meritava veramente…d’altronde una lettera così come poteva essere lasciata in disparte?


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