Pubblicato da: fabioletterario | 16/11/2005

Diritti e doveri

Ecco, sta per riprendere il via l’immenso carrozzone di Natale, e alla fatidica data mancano ancora almeno altri 40 giorni. Rimango ogni volta stupito dalla celerità con cui in tv compaiano le pubblicità in previsione di questa festa, il che, ormai, significa agli inizi di novembre. Ma ogni volta ci ricasco e commento sempre la stessa cosa: cominciamo già? Eh sì, in quanto penso che, avanti così, quanto prima cominceremo a comprare i regali di Natale in piena estate, tanto per prenderci per tempo. D’altro canto non si sa mai. Ma cosa non si sa mai? Cosa potrebbe succedere? Che non abbiamo un magnifico regalo sotto l’albero o per un nostro caro? 

Siamo decisamente la società consumistica che tutti disprezzano ma che tutti alimentano. Tuttavia, a parte questa autoflagellazione, mi chiedo: che senso ha, svilire in questo modo la festa? Ci saranno ancora bambini che aspettano Babbo Natale, oppure tutto è scontato, e dunque anche il vecchietto è inteso che DEBBA venire per forza? Non cerco riminiscenze, ma io a Babbo Natale ci tenevo ed ero estremamente ligio, quando si trattava di aspettarlo: massimo alle 22.30 della notte del 24 di dicembre, mia mamma mi mandava irremovibilmente a letto; pena, il mancato passaggio della slitta del vecchietto vestito di rosso, e dunque la cancellazione degli stessi regali. Non mi sono mai chiesto perché loro potessero invece vederlo, mentre noi bambini no.

Ormai, più mi guardo attorno, più vedo che la richiesta e le aspettative si sono trasformate in pretese e obblighi, in ogni senso e in ogni settore. E’ un obbligo il Natale, un obbligo il regalo, un obbligo la vacanza, un obbligo il chiedere. Ma non dovrebbe essere un obbligo anche quello di imparare a dire di NO? Non esiste più il valore del rifiuto? Qui, in breve noi docenti non potremo più permetterci di valutare negativamente un lavoro, poiché c’è il diritto al successo. Ma il diritto di sbagliare e di meritare/assegnare un brutto voto, non c’è?


Risposte

  1. Per quanto riguarda la pubblicità prematura,succede un po’ con tutte le cose: del resto a giugno fanno la publicità degli zaini & co. e ancora non è finita la scuola.
    per il Vecchietto, ha mai visto un bambino che riceve per la prima volta il carbone?
    Mi creda, facendolo più spesso perderebbe significato!
    Il suo guerriero,


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