Pubblicato da: fabioletterario | 13/11/2005

I fratelli Grimm e l’incantevole strega

Ieri sera, al cinema, ho avuto modo di vedere il film di Terry Gilliam, I fratelli Grimm e l’incantevole strega, piccolo ma suggestivo esempio di manipolazione dei testi. Due ore di chiara sperimentazione, con risultati apprezzabili, nonostante non ami in modo particolare Matt Damon e continui a pensare che Monica Bellucci sia solo bella ma per nulla una attrice.

Nella sostanza, si tratta di un film ben costruito, che mette insieme le fiabe più note dei fratelli Grimm, ovvero Biancaneve, Cappuccetto rosso, La bella addormentata nel bosco, Hansel e Grëtel, costruendo una nuova fiaba/racconto. La cornice è data dalla storia dei fratelli Grimm, qui squattrinati e ingegnosi giovani improvvisatisi ghostbusters, che vagano di villaggio in villaggio spacciandosi per studiosi potenti in grando di sconfiggere le forze malefiche. Ma, quando tutto è rodato, si trovano poi alle prese con una vera strega ed un vero rituale magico da affrontare e sconfiggere; con tanto di bacio finale. Bello il tutto, che rispecchia tra l’altro in pieno la morfologia della fiaba elaborata da Propp, anche perché condito da sapienti intermezzi giocosi e spassosi; ma la questione principale è che l’intertestualità e la manipolazione del testo possono realmente funzionare, se ben congegnati. Come in questo caso.

Ecco perché, dunque, credo che gli studenti potrebbero prendere esempio da questo film, quando ci chiedono cosa devono scrivere, quando sostengono di non avere fantasia, di non essere in grado di raccontare nulla. Se non altro perché, per lo meno, il film stesso dimostra che il vecchio non passa mai di moda, e su quello è possibile costruire qualcosa di nuovo. Non parlo di riciclo, quanto piuttosto di nuova vita a racconti che trovano tuttoggi un pubblico, ma che hanno bisogno di nuova linfa per risultare ancora validi.

Quanto poi ai fratelli Grimm, beh, forse incarnano un po’ tutti noi, gente disincantata e forte del dominio della ragione, che crediamo che la razionalità spieghi tutto e nulla possa essere lasciato ad entità negate in partenza. Per altro, la strega cattiva imperversa nell’immaginario di tutti i bambini, e, sotto altre spoglie, degli stessi adulti. La contrapposizione bene/male, protagonista/antagonista, rappresentano certamente una proiezione della quotidianità, nei suoi aspetti antitetici e conflittuali. A ben vedere, tutti abbiamo tutti una strega cattiva, chiusa in una torre buia e decrepita, che ci minaccia e spaventa nella sua oscurità impenetrabile, e che vorremmo sconfiggere: non rimane che trovare la formula magica e spezzare l’incantesimo… 


Responses

  1. ho apprezzato il film di gillian (ex monthy pyton, credo si scriva così). visivamente notevole, barocco, pacchiano, con richiami alla letteratura gotica e all’arte visiva preraffaellita (le donne addormentate nell’acqua, coperte dai fiori, molto Ofelia…).

    ho passato due ore piacevoli, vedendo uno spettacolo diverso, il che non è poi così frequente!

  2. …in questo caso è lei il mago cattivo?! No dai…scherzo…non mi stenda anche questa volta!!!

  3. E tu chi sei? La strega cattiva? Sì, perché di incantevole proprio…

  4. No: mi scusi ma ha sbagliato personaggio! Io sono Gretel…


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