Pubblicato da: fabioletterario | 03/11/2005

L’isola del giorno dopo

L’isola, il giorno dopo.

Così la fatina ce l’ha fatta. Oppure è il caso di dire che gliel’ha, fatta?

Sì. A spaccare i cocchi (e non solo) ci si fa largo tra la gente e si fanno crollare uno dopo l’altro tutti gli avversari. E brava Maria Giovanna, che è riuscita a fare fuori anche Idris, l’indolente, sfaticatissimo, e anche furbissimo nero padano. Purtroppo, gli sms dei suoi amici nerostrisciati nulla hanno potuto: la Elmi è sostenuta da tutto il Friuli-Venezia Giulia. Tutto… Oddio… Beh, quantomeno il suo fan club, che nelle nostre provincie orientali pare annonverare oramai centinaia di proseliti – vedasi prova oggettiva numero 1: http://www.mariagiovannaelmifanclub.it/ -, pronti ad immolare il proprio stipendio, per sostenere la Maria Giovanna dagli occhi blu (o verdi?) e dai capelli color biondo oro (tinti). Comunque, uno in meno sulla via della vittoria. E lei ancora là, a spaccare cocchi (e non solo, bis) e a colloquiare con gli animali (sempre più animali).

Beh, nel caso della fatina è proprio opportuno dire che la classe non è acqua. Zitta (?), silenziosa (?), quasi mesta, colloquia con la natura ma non disprezza lo scambio di qualche battuta anche con gli animali (i naufraghi), ormai inferociti da stenti e vendette più o meno incrociate. E’ una santa, santa Maria Giovanna di Tarvisio, che con l’acqua poco ha a che spartire. E, a proposito di acqua, che acqua! A giudicare dalle sbirciate, sull’isola pare piovere un giorno sì ed uno anche. Ma non piove solo acqua. Critiche, soprattutto.

Che ovviamente fanno tanta gola alla Ventura, piccolo genio malefico, in moto perpetuo tra le disavventure altrui, specie quando si consumano tra Al bano (ma come diavolo si scrive questo nome? E poi: è il nome, oppure si tratta di nome e cognome? Dopo 30 anni non l’ho ancora capito!) e la Lecciso. Piccoli capolavori di comunicazione e di massificazione. Ma anche di marketing e di appiattimento medio-italiano. Risultato: anche ieri sera, 8 milioni di italiani incollati davanti al piccolo schermo, per non perdersi nulla delle finte molestie alla finta Arianna, o delle finte avventure erotico-sentimentali dell’ormai mitco Mutanda, in arte Antonio Zequila. E come si potrebbe? Siamo italiani!(Io compreso)

Già, perché l’homo italicus necessita di nutriti e freschissimi pettegolezzi per nutrire il suo bisogno voyeuristico, ma non certo di sano spettacolo o di cultura. Oppure vale ancora la classica giustificazione "Non di solo pane…"?

Sarà, eppure chi è che non guarda l’Isola? Snobbata dai più, tutti la conoscono. E la guardano! Come dire: "Lei crede ai fantasmi?". Risposta: "No, ma ne ho paura." E che paura!

E avanti così.


Responses

  1. Non avrei mai immaginato che tu potessi seguire l’Isola dei Famosi!!!! 🙂
    Si scopre ogni giorno qualcosa di nuovo!

  2. Effettivamente disquisisci in ugual modo di letteratura e di isola dei famosi.
    Al Bano si chiama Carrisi di cognome.
    Si suppone perciò che Al Bano sia il nome.
    Che sia un nome di merda non c’è dubbio.


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