Qualche tempo fa passeggiavo in centro a Udine, insieme a Marckuck e ad Annalisa, corazzata con tanto di passeggino per il piccolo Dado, un frugoletto di appena mezza manciata di anni di vita, più biondo e più occhio glauco che mai, di cui tutti sono zii e zie. Era una fredda giornata, e come tutte le fredde giornate non si possono che incontrare persone fredde dentro.
Passeggiando guardavamo a destra e a sinistra le bellezze cittadine, non troppe per essere precisi, quelle che bastano per ritemprarti di tanto in tanto lo spirito devastato dal lavoro e dalla frenesia della vita. Si parlava del più e del meno, di qualche libro letto e di quell’umidità che ti entra nelle ossa anche se tu cerchi di resisterle in ogni modo possibile e immaginabile. C’era una strana atmosfera, e quando annuso l’aria io, segugio nato, non sbaglio mai.
Camminare sull’acciottolato, specie spingendo un passeggino e a fianco del buon Marckuck, che nell’ansia di essere il primo a camminare davanti alla comitiva non lesina spintoni più o meno mirati e voluti. C’è da fare i conti con un sacco di cose, a partire dagli inciampi nelle fughe dei più noti e nobili sanpietrini, passando attraverso le strettoie delle vie udinesi, senza menzionare la scivolosità di alcune zone franche, nel senso che sono talmente franche da rischiare di ritrovarsi a terra senza neppure accorgersene.
Ebbene, procedevamo abbastanza tranquillamente, e per tutta questa serie di motivazioni. Si continuava a discorrere, quando ad un certo punto ci siamo accorti che la strada si assottigliava così tanto da impedire il transito a più di una persona, purché fosse dotata di figura smilza e slanciata, in grado di non occupare più di un paio di decine di centimetri di larghezza. A quel punto, cosa puoi fare? Ovviamente, ti organizzi di conseguenza.
Pertanto, l’allegra brigata decide di operare come necessario. Marckuck, ovviamente, prende il posto del capocomitiva e, faticando non poco, riesce a fare strada davanti a sé al passaggio della corazzata Annalisonki con bimbo al seguito. Annalisa spinge il mezzo con una certa lena, ovviamente ricordando che si tratta di un passeggino e non certamente di una Ferrari testa rossa. Io, tanto per cambiare, sto dietro, a proteggere il passaggio e a fare quadrato nel caso di un attacco marziano alle spalle, e come al solito finisco per essere il paladino delle cause inutili e perse, io che non sopporto prevaricazioni e mancanze di rispetto colossali.
Ultimo della fila, mi spetta anche il compito di fungere da piccola vedetta lombarda, visto che, tra l’altro, io da solo sono alto tanto quanto Marckuck, Annalisa e Dado insieme. Così, guardo avanti e, purtroppo, mi dimentico di vlgere lo sguardo anche all’indietro, dove, me tapino, sta per consumarsi il vero dramma. Sono così convinto del fatto che nulla possa accadere, che in realtà qualcosa accade per davvero e io non riesco neppure ad immaginarlo.
Non mi accorgo della cosa più grave che potesse accadere. Nella concentrazione di badare un po’ a tutti, compreso a Marckuck che tanto per cambiare ha sbagliato strada, ma pazienza, ignoro che dietro a me una signora sulla sessantina, abbastanza alta e slanciata, con tanto di fazzoletto in testa, sta sbuffando da qualche minuto e non capisco perché. Fino a quando, evidentemente stufa di rispettare una mamma con bimbo e zii al seguito, sbotta in modo nemmeno troppo elegante un:
“Ma insomma, è mezzora che vi seguo!”
Quindi, con passo lungo e deciso, si intrufola tra di noi, ci supera continuando a sbuffare, e appena due passi dopo la vedo farsi ampiamente il segno della croce e mettere piede in Chiesa, pronta a innalzare lodi a Dio. Ovviamente vado su tutte le furie e non mi lascio sfuggire l’occasione di blaterare un:
“Che bella testimonianza di rispetto e profondo valore cristiano…”
Ma la signora è già rapita dalla messa che sta per cominciare. E noi procediamo, io più arrabbiato di tutti, mentre Dado, che per sua fortuna ancora non può comprendere le amenità della vita, reclama il suo pasticcino e non si cura di quella signora timorata di Dio che temo abbia appreso ben poco dei rudimenti di carità cristiana…

Tipico! Ti aspettavi qualcosa di diverso forse??
Da: Anna su 07/05/2009
alle 11:11
Magnifico, magnifico, letterariamente parlando…
Da: Andreade73 su 07/05/2009
alle 11:24
I mercanti e gli ipocriti Gesù li voleva fuori dal tempio bisognerebbe dirlo a quella “amena” signora…
Da: Daniele Verzetti, Rockpoeta su 07/05/2009
alle 12:08
Dicono che il Buon Dio sia paziente. E sicuramente le avrebbe perdonato un piccolo ritardo.
Da: El Eternauta su 07/05/2009
alle 12:13
caritatevole, eh?
Da: raperonzola54 su 07/05/2009
alle 12:55
Prima si pecca e poi si va a espiare i peccati! Non è così che funziona? o_O
Da: duhangst su 07/05/2009
alle 15:09
potevate seguirla in chiesa
e magari offrirle di venire a mangiare un pasticcino con voi…com’era porgi l’altra guancia?!?!?!?
Da: dedy su 07/05/2009
alle 15:27
Una storia esemplare di come la religione nel nostro paese non sia che una serie di rituali scontati e senza più nessun valore…altrimenti non si spiegherebbero comportamenti criminali anche da parte di chi si professa profondamente religioso. Ciao:-))
Da: specchio su 07/05/2009
alle 16:19
Ma aveva forse paura che il prete facesse l’appello?
Da: nadiaflavio su 07/05/2009
alle 17:55
Ecco: tipico. E la maleducazione è solo uno dei tanti aspetti che caratterizzano coloro che si sentono tanto santi da potersi permettere il lusso di passare sugli altri come cingolati.
Da: testa bislacca su 07/05/2009
alle 18:05
Tempo fa avevo letto un articoletto su vanity fair che parlava del dilagare della violenza in televisione e di conseguenza nella vita di tutti i giorni.
E come episodi di violenza recitava proprio alcuni esempi simili a quello che tu hai appena raccontato.
Ed è proprio vero, è dalle piccole cose che dobbiamo imparare a comportarci meglio, ad essere più tolleranti.
Certo detto da me, dopo che ho appena scritto un post incazzoso, può sembrare ipocrita, ma a tutto c’è un limite.
cercare di essere più tolleranti con l’umanità, ma anche più intolleranti verso tutte le forme di ingiustizia e di violenza.
Da: Charlie68g su 07/05/2009
alle 18:13
gli zii multipli sono una risorsa:mio figlio, quando è in italia fa da zio tuttofare al figlioletto treenne di una sua amica. un giorno, annagiulia, rientrsndo dal lavoro, nei giorni della festa del paese, si è visto venire incontro, reduci da un pomeriggio alla fiera, i seguenti personaggi: mio figlio sbuffante enitrente3 co sulle spalle marco formato cow boy che urlava yahooo ed incitava la mandria formata dai due cani di mio figlio e dal suo, tutti, cani compresi, evidentemente esilarati. annagiulia , per poco si schiantava contro al muro! pensa se li inconrtrava la tizia!
Da: paola dei gatti su 07/05/2009
alle 18:17
Purtroppo molta gente che si dice cristiana poi alla fine è meno cristiana di quelli che in chiesa non mettono mai piede.
Un saluto Fabio e buona serata.
Da: Gabry su 07/05/2009
alle 19:40
OM…….
Un abbraccio senza fretta
Da: mistral su 07/05/2009
alle 22:02
Ma faceva tardi alla messa no?
Da: alianorah su 08/05/2009
alle 00:56
Ma a Udine danno i bollini dei punti in chiesa??? Magari sarà per questo…magari se avesse fatto ritardo per colpa tua non avrebbe potuto consegnare la scheda per il set di pentole, chi lo sa…
Da: Tzugumi su 08/05/2009
alle 07:16
FORTE DI TUTTO
questo racconto di vita reale e multipla con annessi e connessi.Evviva i pargoli,evviva gli zii,evviva “Fabiuccio” e…abbasso solo i anpietrini…Bianca 2007
Da: Bianca 2007 su 08/05/2009
alle 08:51
non sei stato il paladino delle cause inutili e perse: e’ da quel giorno che mio figlio non sogna piu’ degli alieni maleducati che lo attaccano da dietro, ora sogna beghine inferocite per motivi futili, molti baci
Da: annalisa su 08/05/2009
alle 14:00
Dai, era un’abbonata Rai: sono anni che le promettono un posto in prima fila, vuoi mica che per colpa di una famigliola allargata in scampagnata finisca in seconda, o – peggio – terza?
Da: mangrovie su 08/05/2009
alle 20:26
L’ipocrisia della gente..
Buongiorno mio carissimo Prof!! Oramai ho rinunciato all’idea di chiamarla, in quanto ogni volta che digito il suo numero la sua mamma mi risponde carinamente che lei è a scuola. -.-”
Come sta?
Io tutto bene dai, (mica tanto ma vabbè). A scuola me la cavo sommariamente, anche se sicuramente avrò debito in Matematica.
Mi manca. Si faccia sentire.
BACI BACI
Da: Charlottina su 09/05/2009
alle 16:34
Nell’ultima settimana è capitato anche a me di vedere queste rare perle di carità cristiana… ma per fortuna non tutti sono così, dai!
Un saluto e buona serata
Laura
Da: Laura su 09/05/2009
alle 20:29
Talvolta sono proprio quelle timorate di Dio che hanno atteggiamenti rozzi e maleducati…una buona domenica
Da: vulcanochimico su 10/05/2009
alle 10:47